Domenica 27 aprile:


Dopo un viaggio tranquillo atterriamo all’aeroporto di Praga alle ore 18.50. Con qualche difficoltà di comunicazione presto risolta, acquistiamo i biglietti che ci permetteranno di viaggiare su tutti i mezzi della città per i nostri tre giorni di permanenza.

Riusciamo a orientarci in fretta e saliamo sul bus 119 e poi sulla metro che ci portano all’Hotel in periferia che abbiamo prenotato. Dopo una passeggiata di circa un chilometro dalla fermata della metro, entriamo con le nostre valige nella Hall dell’albergo. Lì un simpatico receptionist ci comunica che per una serie di esigenze organizzative è impossibile per loro ospitarci, e che di conseguenza hanno provveduto a trovarci un’altra sistemazione presso uno degli Hotel più esclusivi della città affacciato sugli champs élysées di Praga: l’hotel JALTA sul viale Vinceslao.


Entusiasti e piacevolmente sorpresi dalla novità attendiamo un taxi che ci lascia davanti a una hall di lusso. Lasciamo che il facchino scarichi le nostre valigie e degustiamo un buonissimo champagne offerto dal personale. Ci sistemiamo nelle nostre camere e, soddisfatti della piacevole sorpresa, decidiamo di fare un giro per il centro e cercare un ristorante per la cena. Ci aggiriamo incuriositi e ci lasciamo travolgere dall’allegra atmosfera che si respira.

Indecisi se assaggiare del cibo tipico o meno preferiamo alla fine optare per del sicuro cibo italiano dopo un viaggio tanto lungo e stancante. Entriamo quindi nel ristorante “Buschetto”, arredato in modo molto particolare, addirittura con dei quadri appesi al soffitto e con qualche accenno alla vita dei bucanieri.
Dopo aver mangiato una pizza non troppo eccellente non siamo ancora abbastanza stanchi per rientrare in hotel: vogliamo avvicinarci al leggendario Ponte Carlo.
Lo straordinario panorama ci lascia senza fiato: il maestoso ponte attraversa la Moldava e collega le due parti di Praga: la Città Vecchia e la Città Piccola.

Dal ponte, sul quale camminano molti turisti, si possono scorgere le parti più belle della città: le torri del ponte, il museo di Kafka e le due Cattedrali di San Nicola. Il tutto è arricchito dalla musica degli artisti di strada. Estasiati dallo splendido panorama decidiamo quindi di tornare in Hotel. Soddisfatti di questo primo impatto con Praga ci diamo appuntamento alla mattina seguente.

Lunedì 28 aprile:


Ci svegliamo alle ore 8.00 e facciamo colazione nel nostro splendido hotel. Avremmo in programma una visita al viale Vinceslao che però, a causa di fortuite coincidenze, abbiamo anticipato alla sera prima.

Ci dirigiamo quindi verso il centro della città vecchia e nel frattempo ammiriamo le tipiche case, molto colorate e dalla forma particolare. Seguendo la via Melantrichova sbuchiamo nella piazza, esattamente davanti alla Torre dell’Orologio Astronomico, uno dei monumenti simbolici della città.

Capiamo che la città non si è ancora svegliata del tutto: si aggirano solo pochi turisti e alcuni operai che stanno smontando gli addobbi per i festeggiamenti di Pasqua. Aspettando di assistere allo spettacolo della Torre dell’Orologio Astronomico, muoviamo alcuni passi nella piazza. Con dispiacere constatiamo che la Chiesa di Santa Maria di Tyn è chiusa ai turisti e rimandiamo quindi la visita ai giorni seguenti. Nel tentativo di fare il giro completo della piazza, perdiamo la strada… tuttavia perdersi in una città nuova non sempre è una sfortuna! Grazie al giretto improvviso visitiamo la Chiesa di Sant’Egidio e la Chiesa di San Giacomo, che purtroppo possiamo solo scorgere da un vetro.
Si sono fatte ormai le 10 e cerchiamo la strada più veloce per tornare in piazza in modo da non perderci lo spettacolo della Torre dell’Orologio.

Allo scoccare delle ore ecco che una piccola statua vestita da mercante suona un campanellino, la statua che rappresenta la morte gira una clessidra e poco più in alto si affacciano a due a due i dodici apostoli. Al termine un gallo dorato emette un canto. Tutti i turisti sono stupiti di fronte a questo miracolo della meccanica creato ben 6 secoli fa e l’applauso nasce spontaneo. Continuiamo la nostra visita della piazza lasciandoci guidare dall’udito: nel centro della piazza si sono radunati alcuni musicisti che si esibiscono indossando i costumi medievali e suonando gli strumenti tipici.

Proseguiamo verso la Torre della Polvere ma prima facciamo una piccola tappa al Museo delle Cere. Ci divertiamo scattando qualche fotografia insieme a Nicole Kidman, George Clooney, Salvador Dalì e Madre Teresa di Calcutta. Riprendiamo la strada verso la Torre della Polvere, chiamata così proprio perché era stato il luogo in cui erano tenute le riserve di polvere da sparo. Durante il percorso scorgiamo la Casa della Madonna Nera, sul cui muro, in una nicchia, si trova una piccola statua della Madonna Nera. Proseguiamo il giro tornando verso il centro della piazza e ci fermiamo ad ammirare la Cappella di Betlemme.

Si è fatta ora di pranzo e la fame comincia a farsi sentire: cerchiamo un locale dove poter anche assaporare della buona birra, oltre al cibo tipico. Eccoci giungere quindi al ristorante Colonial, nel quale non disdegnamo delle comode sedie per poterci riposare. Per il pomeriggio abbiamo previsto una visita al famoso quartiere ebraico. Compriamo il biglietto per la visita breve che include il cimitero e le più importanti sinagoghe. Per la visita tutti gli uomini sono pregati di indossare una Kippah di carta. Rimaniamo colpiti in particolar modo dal cimitero: le tombe, anche di diversi secoli fa, sono disposte tutte in modo molto ravvicinato, quasi sormontate l’una sull’altra. Le lapidi hanno all’incirca la stessa forma e lo stesso colore, ad eccezione di alcune tombe costruite in modo più elaborato. Visitiamo anche le belle sinagoghe Pinkas, Klausen, la ricca e dorata Sinagoga Spagnola oltre alla Sala del Cerimoniale. Al termine della visita del Quartiere Ebraico decidiamo di vedere Praga da un punto di vista diverso, più precisamente dalla Moldava. Saliamo a bordo di un piccolo battello, dove ci viene offerta una merenda.

La guida ci illustra i monumenti più importanti della città e fa qualche accenno ai momenti storici che la città ha vissuto: Praga è stata il punto d’incontro di diverse culture e le cose da raccontare sono molte. Tornati al molo scendiamo dal battello e ripercorriamo il magnifico Ponte san Carlo, soffermandoci questa volta davanti a ciascuna delle statue che si ergono ai lati del ponte: ogni statua rappresenta un santo ed ha una curiosa storia alle spalle. Si sono fatte ormai le 18.00 e comincia a scendere una leggera pioggia: non vogliamo perdere l’occasione di vedere altri lati della città.

Decidiamo quindi di muoverci con i mezzi, anche casualmente, pronti a lasciarci stupire dalla bella Praga. Arriviamo alla celebre Casa Danzante, chiamata anche di Ginger e Roger, il miracolo dell’architettura moderna. Linee curve legano sorprendentemente due parti dello stesso edificio, creando un effetto dinamico più unico che raro.
Abbiamo deciso di concederci un’oretta di pausa per riposare i piedi e farci una doccia. Per la cena optiamo per il ristorante “Rosmarino” e quindi ci muoviamo per trovarlo. A quanto pare però non è la nostra sera fortunata: invece del ristorante troviamo un edificio in demolizione circondato da un cantiere. Percorrendo la strada verso l’hotel ci fermiamo casualmente nel giardinetto posteriore di un ristorante: nonostante la tarda ora mangiamo un pasto caldo e poi, visibilmente stanchi, torniamo in hotel a riposare.

Martedì 29:


Dopo un’abbondante colazione saliamo sul tram panoramico 22 che ci conduce al Castello di Praga. Per raggiungerlo dobbiamo prima attraversare la Moldava e poi salire lungo una collina.

Prima del Castello ci sono alcune tappe fondamentali: la Cattedrale Loreta che presenta una riproduzione della Casa della Madonna di Loreto, che noi conosciamo molto bene e sappiamo apprezzare. Tra le varie cappelle del Chiostro, la più celebre è quella di Santa Maria Addolorata che ospita la statua di Santa Starosta: secondo la leggenda ella pregò a lungo Dio per non sposare l’uomo che il padre le aveva imposto e il mattino seguente si svegliò con la barba.

Il padre di Starosta, spaventato e intimorito dallo strano e repentino cambiamento della figlia, decise di farla crocefiggere. Nelle altre Cappelle apprendiamo invece alcuni raccapriccianti dettagli del martirio di Santa Agata e Santa Apollonia. Entriamo nella Chiesa adiacente al Chiostro e vediamo i due scheletri, i cui teschi sono coperti di cera e riccamente vestiti, di due sante che vengono usati come statue nelle nicchie vicino all’altare maggiore. Al Piano superiore della Cattedrale Loreta è custodito il tesoro di Praga: diversi gioielli donati alla città fra cui ce n’è un particolarmente prezioso: il Sole di Praga.

Purtroppo non era consentito fare fotografie. E’ giunto il momento di entrare nel Castello: compriamo il biglietto per visitare la colorata Cattedrale di San Vito, il ricco Palazzo Reale con la gigantesca sala dei Balli, la Cattedrale di San Giorgio e il pittoresco Vicolo d’Oro: qui si trovano delle piccole casette costruite originariamente per ospitare gli arcieri del Palazzo. In seguito abitarono lì i mercanti e gli orefici che vendevano nel vialetto le loro merci (da qui quindi il nome “Vicolo d’oro”). Alcuni secoli più tardi i più brillanti artisti e intellettuali soggiornarono in queste deliziose casette, tra cui anche Kafka al numero 22.

Percorrendo tutto il vicolo si arriva alle prigioni, che oggi ospitano un museo delle torture gratuito. Lo visitiamo di corsa poiché è quasi mezzogiorno e non vogliamo perderci il cambio della guardia. La folla giunta per assistervi è molta, ma riusciamo comunque ad apprezzarne una parte.
Usciamo dal Castello e ci fermiamo in un ristorante adiacente per il pranzo.
Nel pomeriggio visitiamo la Piccola Città, a est della Moldava e poco distante dal Castello, la quale ha conservato in parte un aspetto da Borgo Medievale. Lì visitiamo la Chiesa della Madonna Nera (o Santa Maria Vittoriosa) dove si trova la miracolosa statua dell’infante e la mostra dei preziosissimi 70 vestitini donati alla statua da tutti i Paesi del Mondo e con i quali la statua viene vestita dalle monache secondo il calendario.
Visitiamo in seguito la chiesa in stile barocco di San Nicola, omonima di quella nella Città Vecchia ma ben diversa. Decidiamo poi di fare un’ultima passeggiata sul ponte Carlo e acquistare qualche souvenir.
Al termine prendiamo il bus e la funicolare che ci conducono in cima alla collina di Petrin: lì sopra è stato creato un pulito e armonioso giardino pubblico sovrastato dalla Torre di Petrin, la quale ha ispirato la struttura della più celebre Torre Eiffel. Saliamo a piedi i 299 gradini che ci portano in cima alla torre e da lì ammiriamo Praga nella sua interezza e nella sua vivacità.
Non ci lasciamo sfuggire una visita divertente alla casa degli specchi vicino alla torre e dopo una passeggiata nei giardini torniamo in direzione hotel.
Prima di rientrare però mangiamo velocemente un panino alla subway, data l’ora, e poi ci prepariamo per uscire nuovamente. In serata ci dirigiamo verso la più antica birreria di Praga, attiva sin dal 1499. Ci vengono proposte delle Birre scure e dei liquori alle mele che degustiamo con grande piacere. All’interno della birreria si respira un’atmosfera particolare, grazie anche alle allegre musiche suonate da un gruppetto di artisti che intratteneva i clienti.
Torniamo, stanchi ma soddisfatti, per la nostra ultima notte al lussuoso hotel Jalta.

Mercoledì 30


Ci svegliamo e facciamo un’abbondante e ottima colazione.
Prima di prendere l’aereo di ritorno abbiamo ancora un po’ di tempo e ci rechiamo quindi al convento di Sant’Agnese, in stile romanico.
Torniamo nella Piazza Vecchia per visitare Santa Maria di Tyn, nella quale non avevamo potuto entrare lunedì: imponente, nel suo stile gotico, questa chiesa si erge in mezzo all’edificio dell’Accademia d’arte di Praga.
Per l’ultima volta apprezziamo lo spettacolo più unico che raro della Torre dell’Orologio Astronomico sulla quale decidiamo anche di salire per ammirare lo splendido panorama. Purtroppo alcuni di noi saliranno nel momento sfortunato, circondati dalla calca di turisti giapponesi, e non riusciranno nemmeno ad affacciarsi. Un vero peccato, poiché la vista è spettacolare, per alcuni di noi addirittura migliore rispetto a quello che si può vedere dalla torre di Petrin. Prima di concederci un trancio di pizza al volo facciamo un salto all’Hard Rock e poi ci dirigiamo verso l’aeroporto.
Alle ore 15.35 il nostro aereo decolla.. siamo costretti a tornare a casa ma il nostro cuore rimane a Praga!