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Busseto, terra di Verdi - Busseto

guida di Busseto Busseto (“Buxetum”) da “buxus”, bosco di bossi, ha un’origine antichissima: appare in documenti certi dopo il 1100, quando il territorio faceva parte dell’Oltrepo cremonese.
Verso la metà del XIII secolo Busseto entra nei domini dei Marchesi Pallavicino che ne fecero la capitale del loro Stato fino al 1587 quando la sottomissione ai Farnese pose fine alla loro signoria. Nel 1533 venne elevata al rango di Città dall’Imperatore Carlo V d’Asburgo.
Il territorio è legato a personaggi illustri tra i quali il compositore Tarquinio Merula (1595-1665), lo storico Ireneo Affò (1741-1797) per arrivare alle grandi figure di Giuseppe Verdi (1813-1901) e di Giovannino Guareschi (1908-1968).
La piazza principale, dedicata al “Cigno di Busseto”, mantiene ancor oggi l’assetto urbanistico quattrocentesco. Al centro si erge il monumento in bronzo dello scultore Luigi Secchi, realizzato nel 1913, raffigurante il grande Maestro che, sembra dominare con lo sguardo la vita del paese.
Sulla piazza si affacciano importanti edifici monumentali: la Rocca Pallavicino, la Chiesa Collegiata di San Bartolomeo e altre costruzioni dai caratteristici portici. Ma ciò che più colpisce non è tanto l’architettura di questi luoghi quanto la loro incredibile forza evocatrice, soprattutto quando cala la nebbia e dalle botteghe fuoriescono i profumi della Bassa intrecciandosi alle note delle arie verdiane in una sinfonia di sapori nostrani che ricordano le tappe fondamentali della vita del Maestro.
Il viaggiatore accorto che ripercorra i luoghi che videro Giuseppe Verdi bambino, poi adolescente innamorato della musica e quindi uomo e compositore maturo, vi saprà scorgere legami non lievi con la sua intensa attività musicale. Sicuramente, oltre alle vicende amare e liete che la vita volle riservargli, questi luoghi e le testimonianze artistiche che ancora vi si conservano, incisero profondamente sulla formazione del musicista protagonista artistico e morale del proprio tempo, genio universale nella storia della musica.

Casa Natale del Maestro - Roncole Verdi
(monumento nazionale dal 1901)
Da qui inizia il viaggio nei Luoghi Verdiani, attraverso la conoscenza cronologica della vita di Verdi.
In questa Casa, unica e indimenticabile, alle otto di sera del 10 ottobre 1813 nacque Giuseppe Fortunino Francesco Verdi da Carlo Verdi (oste) e Luigia Uttini (filatrice).
La Casa costruita nel XVIII secolo per volere dei Marchesi Pallavicino è situata al centro del piccolo villaggio.
Fu affittata alla famiglia Verdi per ricavarne un’osteria, una bottega di generi alimentari, una cucina, una stazione di posta, una cantina ed una locanda.
L’intera casa è visitabile e molto suggestiva.
Al piano superiore nella stanza più bella che guarda la piazza è nato il Genio della Musica. Pur essendo di umile condizione sociale G. Verdi riuscì a seguire la propria vocazione di compositore grazie alla sua buona volontà e al desiderio di apprendere.
Fin da quando era molto piccolo, nella Chiesa di fronte, con l’aiuto di don Arcari e di Baistrocchi imparò a leggere, scrivere e iniziò a conoscere la musica suonando l’organo.
Verdi non dimenticò mai le proprie origini e nel 1863 scrisse: “Sono stato, sono e sarò sempre un paesano delle Roncole”.
I Marchesi Pallavicino vollero che la Casa restasse come quando era nato e cresciuto, come ricorda la targa posta sulla facciata nel 1872. Nel 1913, in occasione del Centenario della Nascita, lo scultore Cantù realizzò il bronzo di Verdi antistante l’ingresso.
Ancora oggi i graditi visitatori si commuovono alla vista delle stanze semplici e al racconto della vita del Grande Musicista e Benefattore.


Teatro “G. Verdi” - Busseto, Piazza Verdi
Il Teatro è ubicato nella Rocca dei Pallavicino, fu ricavato in uno spazio già adibito a teatro, attraverso la ristrutturazione di una parte dell’edificio.
Il progetto fu affidato all’architetto parmense Pier Luigi Montecchini, la decorazione pittorica a due artisti bussetani: Gerolamo Gelati e Gioacchino Levi, successivamente a Giuseppe Baisi e Alessandro Malpeli. Il Teatro venne inaugurato in onore di Giuseppe Verdi con solenne cerimonia il 15 agosto 1868 con la rappresentazione di Rigoletto: per l’occasione tutte le signore indossarono abiti di colore verde e per i signori il verde fu d’obbligo nelle cravatte.
Il Maestro non assistette allo spettacolo per privati dissidi.
Al piano terra un porticato introduce all’atrio da cui parte lo scalone che conduce al piano della platea ove sono anche il bar e le sale del ridotto riccamente decorate.
La sala teatrale formata da platea, trentadue palchetti in legno su due ordini, più il palco reale e il loggione.
La decorazione dei palchi è costituita da stucchi dorati, ripresi dalla tradizione rinascimentale. Il soffitto dipinto con allegorie da Isacco Gioacchino Levi nel 1865.
La fama del Teatro è legata anche alla presenza del M° Arturo Toscanini che nel 1913, in occasione delle Celebrazioni del Centenario della Nascita di Giuseppe Verdi, diresse Falstaff e Traviata. Nel 1926 il grande Direttore tornò a Busseto per dirigere nuovamente Falstaff.
Nel 2001, Centenario della morte, il regista M°Franco Zeffirelli ha realizzato una memorabile rappresentazione di Aida.
Nello stesso anno, il complesso artistico del Teatro La Scala di Milano diretta dal M° Riccardo Muti ha eseguito Falstaff con le stesse scene utilizzate da Toscanini.


Casa Barezzi, Museo Verdiano - Busseto
Di fronte alla Rocca si trova il luogo più verdiano di Busseto: la casa che fu di Antonio Barezzi, droghiere benestante e grande appassionato di musica, che intuì precocemente il genio di Giuseppe Verdi. La prima esibizione pubblica del giovane talento, nel 1830, ebbe come teatro il Salone, già sede della Filarmonica Bussetana fondata da Barezzi stesso nel 1816 e poi diretta dal maestro Ferdinando Provesi. Verdi abitò in casa Barezzi e qui, a poco a poco, nacque l’amore tra lui e Margherita, figlia del suo benefattore. Il costo degli studi milanesi fu sostenuto in gran parte da Barezzi, cui Giuseppe Verdi serbò sempre infinita gratitudine, come traspare da numerosi suoi scritti. Il Salone si presenta ora nel suo aspetto ottocentesco, dopo i restauri curati dall’Associazione “Amici di Verdi”, che vi ha la sede.
Qui ogni oggetto parla del musicista e dei suoi filiali rapporti con il suocero-mecenate, a partire dal fortepiano sul quale compose “I due Foscari” (1844) e suonò “Va’ pensiero” per alleviare il trapasso di Barezzi morente, che spirò mormorando: “al me Verdi”, il mio Verdi.
Nelle tre sale adiacenti è esposta la vasta Collezione G. Stefanini di cimeli verdiani, riguardante soprattutto la giovinezza del Maestro, con molti importanti autografi (tra cui le lettere al Monte di Pietà di Antonio Barezzi e di Carlo Verdi, la dedica dell’opera “Macbeth” al suocero nel 1847, l’appello patriottico del 1859) e rari documenti iconografici, quali il primo ritratto del compositore (un carboncino di Stefano Barezzi, 1836), lo stupendo pastello di Francesco Paolo Michetti (1887) e un ritratto giovanile di Giuseppina Strepponi (1835).
Sono presenti anche litografie degli interpreti delle “prime” verdiane e numerosi manifesti teatrali, bozzetti, libretti di sala, oltre a testimonianze della presenza di Arturo Toscanini e Riccardo Muti alle Celebrazioni Bussetane del 1913, 1926 e 2001.
Sulla facciata della casa una targa ricorda Barezzi con parole dettate da Arrigo Boito nel 1913.

Villa Verdi - Sant’Agata di Villanova sull’Arda (PC)
E’ la proprietà che Giuseppe Verdi acquistò nel 1848, abitandovi a partire dal 1851 con la seconda moglie, la celebre cantante lirica Giuseppina Strepponi.
Nella sua grande villa il Maestro riceveva gli amici più cari e compose la maggior parte delle opere, per esempio: Trovatore, Traviata, Forza del Destino, Don Carlos, Aida fino all’ultimo capolavoro, Falstaff.
Sono visitabili il parco e alcune stanze di Verdi, inoltre si possono vedere i mobili della camera del Grand Hotel et de Milan: l’albergo di Milano dove Verdi morì il 27 gennaio 1901.


Villa Pallavicino - Museo Nazionale Giuseppe Verdi
Busseto, Via Provesi 35
La costruzione iniziò intorno al 1520, con pianta a cinque moduli disposti a scacchiera che ricorda lo stemma dei Pallavicino.
Fu in seguito ampliata e modificata più volte tra il 1600 e il 1700.
All’interno i soffitti sono decorati con affreschi di Evangelista Draghi, Ilario Spolverini e Pietro Rubini e stucchi di Carlo Bossi.
Ora sede del Museo Nazionale Giuseppe Verdi.


Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica
Piazza Verdi, 10 - 43011 Busseto (Parma)
Tel. 0524 92487 - Fax 0524 931740
E-mail: info@bussetolive.com - Sito: www.bussetolive.com

Posizione geografica

Località: Busseto

Città: Busseto

Provincia: Parma

Regione: Emilia Romagna

Nazione: Italia

Continente: Europa

Latitudine: 44.982
(N 44°58'53" )

Longitudine: 10.043
(E 10°2'35" )

Editore:

jander80
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Allegato 1

Dépliant luoghi verdiani

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Busseto, terra di Verdi

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